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Spreco alimentare in Italia: un calo significativo sotto i 500 grammi a settimana

L'Italia registra un calo del 11,17% nel consumo di cibo sprecato, scendendo a 493,7 grammi pro capite a settimana. Un'analisi approfondita sui dati e le implicazioni.
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Spreco alimentare in Italia

In Breve

Qual è il livello attuale di spreco alimentare in Italia?
L'Italia ha raggiunto 493,7 grammi di cibo sprecato pro capite a settimana.
Quali sono gli alimenti più sprecati?
Frutta, pane e verdure fresche sono gli alimenti più sprecati.
Quando si terrà l'evento per la Giornata internazionale dello spreco alimentare?
L'evento si terrà il 29 settembre a Roma.

Spreco alimentare in Italia: un calo significativo sotto i 500 grammi a settimana

Secondo il recente rapporto Waste Watcher International, l’Italia ha raggiunto un traguardo importante nella lotta contro lo spreco alimentare, scendendo a 493,7 grammi di cibo sprecato pro capite a settimana. Questo dato segna un calo dell’11,17% rispetto ai 555,8 grammi registrati nell’agosto 2025 e ai 554 grammi rilevati il 5 febbraio 2026.

Alimenti più sprecati

Frutta, pane e verdure fresche risultano essere gli alimenti più frequentemente sprecati dagli italiani. Questi dati sono stati elaborati in occasione della VII Giornata internazionale di consapevolezza sulle perdite e gli sprechi alimentari, in collaborazione con Distal dell’Università di Bologna e basati su dati Ipsos-Doxa.

Prospettive e obiettivi futuri

Andrea Segrè, direttore scientifico dell’Osservatorio Waste Watcher International, ha sottolineato come questo miglioramento avvicini l’Italia al Target 12.3 degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell’ONU, fissato a 369,73 grammi settimanali. Tuttavia, Segrè ha invitato alla cautela, evidenziando l’oscillazione dei dati nel corso degli anni.

Analisi territoriale

Le statistiche mostrano differenze significative tra le diverse aree del paese: il Nord registra 472,2 grammi pro capite a settimana, il Centro 510 grammi e il Sud 507,9 grammi. Rispetto al 2025, il Mezzogiorno ha visto un recupero di circa 10 punti percentuali, mentre il Centro ha subito un peggioramento di circa 15 punti.

Impatto socio-economico

Un altro aspetto preoccupante riguarda i nuclei a basso potere d’acquisto, che sprecano 26% di cibo in più rispetto alla media nazionale. Questo peggioramento, pari a 24 punti percentuali rispetto all’agosto 2025, è attribuito principalmente a scarti di consumo primario, spesso acquistati in eccesso per approfittare di offerte.

Comportamenti familiari

Le famiglie con figli si dimostrano più virtuose, sprecando 19% in meno rispetto alla media nazionale, mentre quelle senza figli hanno visto un aumento dello spreco del 17%.

Evento istituzionale

Per celebrare la VII Giornata internazionale, si terrà un evento a Roma il 29 settembre presso la Sala Igea dell’Istituto dell’Enciclopedia Italiana Treccani. Tra i partecipanti, ci saranno il direttore generale aggiunto della FAO, Maurizio Martina, il Chief Economist FAO, Maximo Torero, e Andrea Segrè.

Questi dati non solo evidenziano i progressi dell’Italia nella riduzione dello spreco alimentare, ma pongono anche interrogativi su come continuare a migliorare e raggiungere gli obiettivi di sostenibilità.

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