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    BCE: Tassi d’interesse invariati a luglio, attesa per settembre

    In Breve

    Qual è la decisione della BCE sui tassi d'interesse a luglio 2026?
    La BCE ha mantenuto i tassi d'interesse invariati, con il tasso sui depositi al 2,25%.
    Ci saranno cambiamenti ai tassi d'interesse a settembre?
    Non si esclude un aumento dei tassi a settembre, a seconda dei dati economici.
    Quali sono le preoccupazioni attuali della BCE?
    La BCE è preoccupata per l'inflazione e l'impatto dello shock energetico sull'economia.

    La Banca Centrale Europea (BCE) ha annunciato di mantenere i tassi d’interesse invariati durante la riunione di luglio 2026. Il tasso sui depositi rimane al 2,25%, mentre il tasso sui rifinanziamenti principali è fissato al 2,40% e il tasso sui prestiti marginali al 2,65%. Questa decisione è stata presa all’unanimità dai membri del Consiglio direttivo, sebbene alcuni governatori abbiano sollevato dubbi sulla necessità di un ulteriore rialzo. Tuttavia, non si esclude la possibilità di un aumento a settembre.

    Christine Lagarde, presidente della BCE, ha sottolineato l’importanza di monitorare attentamente i dati economici, le prospettive di inflazione e i rischi associati. In particolare, ha evidenziato che gli effetti di second-round, ovvero le ripercussioni di un aumento dei prezzi su altri settori, non sono ancora visibili. Per le proiezioni di settembre, il personale della BCE dovrà considerare attentamente l’andamento dei prezzi di petrolio e gas, in un contesto di incertezze globali.

    Nonostante gli attacchi nel Mar Rosso siano stati considerati «allarmanti», la BCE non ha ritenuto necessario modificarne la politica monetaria in luglio. Il comunicato ufficiale evidenzia che le prospettive per i prezzi dell’energia rimangono altamente variabili, sebbene al momento si collocano vicino allo scenario di base delle proiezioni di giugno, ben al di sopra dei livelli precedenti al conflitto in Medio Oriente.

    La BCE ha deciso di non intervenire nuovamente sul costo del credito, mantenendo un attento monitoraggio dell’impatto inflazionistico legato allo shock energetico, che deve ancora manifestarsi pienamente. Nel secondo trimestre, l’attività economica ha mostrato segni di miglioramento, in particolare nel settore dei servizi, anche se il conflitto in Medio Oriente continua a frenare la crescita. A maggio, il tasso di disoccupazione si attestava al 6,2%, vicino ai minimi storici, ma le offerte di lavoro sono diminuite e le aspettative delle famiglie e delle imprese indicano un mercato del lavoro più debole rispetto a prima del conflitto.

    Gli indicatori anticipatori suggeriscono una crescita modesta nel breve termine, ostacolata dallo shock energetico e dalle incertezze globali. Tuttavia, i fondamentali per la crescita a medio termine rimangono solidi, supportati da consumi, investimenti in nuove tecnologie e spese pubbliche in difesa e infrastrutture. Lagarde ha fatto riferimento alla flessione dell’inflazione a giugno, ma ha avvertito che gli shock sui prezzi dell’energia continuano ad alimentare l’aumento dei costi. Le aspettative di inflazione a breve termine rimangono elevate, mentre quelle a lungo termine si attestano attorno al 2%. La BCE prevede che la dinamica dei prezzi rimarrà superiore all’obiettivo fino alla prima metà del 2027, per poi diminuire grazie al previsto calo dei prezzi dell’energia e a una crescita più contenuta.

    I rischi per la crescita sono orientati al ribasso, mentre quelli per l’inflazione sono al rialzo. Le condizioni finanziarie sono diventate leggermente più rigide rispetto all’ultima riunione, in seguito al rialzo di giugno, e nel linguaggio del Consiglio direttivo è scomparso il riferimento ai rischi «bilanciati». Infine, Lagarde ha escluso la possibilità di lasciare il suo incarico prima della scadenza del mandato nel settembre 2027, affermando che «quando ci sono nuvole all’orizzonte, il capitano resta sulla nave». Ha anche salutato l’adesione delle banche centrali di Bosnia e Montenegro alla piattaforma per pagamenti istantanei basata sulla tecnologia TIPS, con Albania, Kosovo e Macedonia del Nord attese a novembre, ringraziando la Banca d’Italia per il suo ruolo.