Tag: politica

  • Cartello nel settore degli additivi edili: la Commissione Ue lancia accuse contro i produttori

    Cartello nel settore degli additivi edili: la Commissione Ue lancia accuse contro i produttori

    In Breve

    Quali aziende sono accusate di cartello?
    Le aziende coinvolte includono Cemex, Sika, Mapei e TAM.
    Cosa sono gli additivi per cemento?
    Sono sostanze chimiche utilizzate per migliorare le proprietà di calcestruzzo e malte.
    Quali potrebbero essere le conseguenze per le aziende?
    Le aziende potrebbero affrontare sanzioni fino al 10% del loro fatturato annuo globale.

    La Commissione europea ha avviato un’inchiesta su alcuni dei principali produttori di additivi per cemento e calcestruzzo, accusandoli di aver costituito un cartello per imporre prezzi più elevati ai clienti. Tra le aziende coinvolte figurano nomi noti del settore, come Cemex, una filiale del gruppo Saint-Gobain, il leader svizzero Sika, l’italiana Mapei e la francese TAM.

    Gli additivi in questione sono sostanze chimiche essenziali nel settore edile, utilizzate per migliorare le proprietà di calcestruzzo, cemento e altre malte. Secondo le informazioni fornite dalla Commissione, le ispezioni a sorpresa effettuate nel 2023 hanno rivelato sospetti di intese tra produttori e associazioni di categoria in paesi come Francia, Germania e Spagna.

    Le indagini si concentrano su presunti accordi per aumentare i prezzi in modo coordinato nel 2021 e nel 2022, un periodo critico segnato dall’invasione russa dell’Ucraina, che ha avuto un impatto significativo sulle forniture e sui costi delle materie prime nel settore edile.

    Se le accuse dovessero essere confermate, la Commissione potrebbe infliggere sanzioni severe, che potrebbero arrivare fino al 10% del fatturato annuo globale delle aziende coinvolte. Tuttavia, le imprese avranno la possibilità di difendersi dalle accuse e presentare le proprie argomentazioni.

    Questa situazione evidenzia le sfide che il settore edile sta affrontando in un contesto economico instabile e la necessità di garantire una concorrenza leale per proteggere i consumatori e le piccole imprese. La Commissione europea ha ribadito il suo impegno a combattere le pratiche anticoncorrenziali e a promuovere un mercato equo e competitivo.

  • Sblocco di 300 milioni per l’autotrasporto: un passo avanti per il settore

    Sblocco di 300 milioni per l’autotrasporto: un passo avanti per il settore

    In Breve

    Qual è l'importo del credito d'imposta per l'autotrasporto?
    Il credito d'imposta ammonta a 300 milioni di euro.
    Quando possono essere presentate le domande per il credito?
    Le domande possono essere presentate a partire da settembre.
    Cosa prevede il tavolo permanente della logistica?
    Il tavolo permanente servirà per discutere di logistica nazionale, normative e investimenti.

    Il governo italiano ha recentemente sbloccato un credito d’imposta da 300 milioni di euro a favore delle imprese di autotrasporto, come annunciato dal decreto attuativo pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 167 del 21 luglio 2026. Questa misura rappresenta un importante sostegno per le aziende del settore, che si trovano ad affrontare sfide significative legate all’aumento dei costi operativi.

    Il credito d’imposta, che può arrivare fino al 70% della maggiore spesa sostenuta per l’acquisto di gasolio utilizzato per la trazione dei veicoli, si applica alle fatture emesse nel periodo compreso tra marzo e giugno 2026. Le imprese beneficiarie sono quelle che utilizzano gasolio commerciale per veicoli con massa complessiva pari o superiore a 7,5 tonnellate. È stata confermata l’inclusione dell’HVO (olio vegetale idrotrattato) tra i costi ammissibili, ampliando così le opzioni per le aziende.

    Le domande per accedere al credito potranno essere presentate a partire da settembre tramite una piattaforma dedicata gestita dall’Agenzia delle Dogane. Questa iniziativa segue settimane di pressioni da parte delle associazioni di categoria, culminate in un incontro al ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti il 22 luglio, presieduto dal viceministro Edoardo Rixi. Durante questo incontro, si è fatto il punto sugli impegni assunti dal governo il 22 maggio a Palazzo Chigi, che avevano portato alla sospensione di un fermo nazionale.

    Il governo si era impegnato non solo a introdurre il credito d’imposta, ma anche a consentire la dilazione del pagamento delle imposte. Queste misure sono state formalizzate in un decreto-legge approvato il giorno stesso dell’incontro e confermate con la conversione in legge (Legge 25 giugno 2026, n. 113, pubblicata il 27 giugno).

    Le associazioni di categoria, tuttavia, avevano segnalato incertezze operative nelle settimane successive. Unatras, ad esempio, aveva scritto il 19 giugno alla presidente del Consiglio e ai ministri competenti per sollecitare tempi certi e chiarezza sulle modalità di accesso al credito.

    In aggiunta, è stata annunciata la convocazione, prevista per i primi giorni di settembre, di un tavolo permanente dell’autotrasporto merci e della logistica. Questo tavolo, presieduto dal ministro e aperto alle associazioni di categoria, alla committenza e alla Presidenza del Consiglio, rappresenterà uno strumento stabile di confronto su questioni cruciali come la logistica nazionale, le normative, l’intermodalità e gli investimenti.

    Alessandro Peron, segretario generale di Fiap, ha commentato: «Lo sblocco dei 300 milioni e l’avvio del tavolo permanente sono due risultati concreti, che confermano l’impegno assunto dal Governo dopo l’intesa di Palazzo Chigi. Ma non possiamo permetterci ritardi: il gasolio è già tornato a salire e per migliaia di imprese ogni settimana persa pesa sui bilanci. Il tavolo permanente dovrà essere lo strumento per dare risposte rapide e strutturali, a partire dal rinnovo del parco mezzi».