In Breve
- Qual è il ruolo di Credit Agricole nella fusione tra Mps e Bpm?
- Credit Agricole detiene il 29,3% di Banco Bpm e nulla può essere fatto senza il suo coinvolgimento.
- Quali sono i risultati finanziari di Credit Agricole nel secondo trimestre?
- Credit Agricole ha riportato un utile netto di 2,778 miliardi di euro, in aumento del 7,8% rispetto al 2025.
- Come si è comportata Credit Agricole in Italia?
- In Italia, il gruppo ha registrato un utile netto di 1,053 miliardi di euro, confermandosi come secondo mercato domestico.
Credit Agricole ha espresso cautela riguardo alle ipotesi di fusione tra Banco Bpm e la Banca Monte dei Paschi di Siena (Mps). Il CEO Olivier Gavalda ha dichiarato che, essendo il gruppo proprietario del 29,3% del capitale di Banco Bpm, nulla può essere realizzato senza il suo coinvolgimento. Gavalda ha anche sottolineato che non sono stati ricevuti progetti o informazioni riguardo a una potenziale fusione, rendendo difficile valutare se un eventuale accordo possa generare valore per gli azionisti di Piazza Meda.
Il vice amministratore delegato Jerome Grivet ha confermato di non essere a conoscenza di alcun progresso concreto su questa proposta. Inoltre, Clotilde L’Angevin, deputy general manager, ha precisato che non è stata ancora richiesta alla Banca Centrale Europea (BCE) l’autorizzazione per assumere il controllo di Banco Bpm. L’Angevin ha definito l’Italia un mercato strategico per Credit Agricole, evidenziando la volontà del gruppo di continuare a crescere nel paese, sia attraverso la partnership con Banco Bpm che tramite lo sviluppo organico di Credit Agricole Italia.
Nel contesto di queste dichiarazioni, il consiglio di amministrazione di Credit Agricole ha approvato i risultati finanziari del secondo trimestre, riportando un utile netto di pertinenza del gruppo pari a 2,778 miliardi di euro, con un incremento del 7,8% rispetto allo stesso periodo del 2025. I ricavi hanno raggiunto i 10,880 miliardi di euro, segnando un aumento del 12,9%. Inoltre, il margine di interesse netto delle banche regionali è cresciuto del 38%.
Le spese operative sono state di 6,143 miliardi di euro, con un incremento del 4,6%, mentre il margine operativo lordo ha raggiunto 4,737 miliardi, con un aumento del 25,8%. Il rapporto cost/income è migliorato, attestandosi al 56,5%, con un miglioramento di 4,5 punti. Il costo del rischio è stato pari a -862 milioni di euro, con un incremento del 2,7%.
Nel semestre, il risultato netto di pertinenza del gruppo è salito a 4,875 miliardi di euro, con un incremento del 6,8%. Escludendo l’effetto della plusvalenza Amundi, l’aumento è stato del 14,5%. In Italia, il gruppo ha registrato un utile netto di 1,053 miliardi di euro, di cui 878 milioni di pertinenza del gruppo, confermando l’Italia come secondo mercato domestico. La controllata Credit Agricole Italia ha chiuso il semestre con un utile netto consolidato di 478 milioni di euro, in crescita del 2,1%. Gli interessi netti sono stati di 862 milioni (+1,8%), mentre le commissioni hanno raggiunto i 707 milioni (+6,9%). Gli oneri operativi sono stati di 787 milioni (+1,7%), con rettifiche di valore nette stabili a 97 milioni. Il costo del credito si è attestato a 29 punti base, in diminuzione di 1, e il CET1 è al 13,2%.

