In Breve
- Qual è l'importo della multa inflitta a Google?
- La multa inflitta a Google è di 403 milioni di euro.
- Quando è avvenuto il trattamento illecito dei dati?
- Il trattamento illecito dei dati è avvenuto tra il 2018 e il 2020.
- Chi ha inflitto la multa a Google?
- La multa è stata inflitta dalla Commissione per la protezione dei dati irlandese.
La Commissione per la protezione dei dati irlandese (DPC) ha recentemente inflitto a Google una sanzione di 403 milioni di euro per il trattamento illecito dei dati di localizzazione degli utenti, un’infrazione avvenuta tra il 2018 e il 2020. Questa misura rappresenta una delle multe più significative imposte al colosso tecnologico nell’ambito del regolamento GDPR.
Secondo un’analisi condotta da Proton, basata sul free cash flow previsto di Alphabet per il 2025, pari a 73,3 miliardi di dollari (circa 200 milioni di dollari al giorno), la multa di 403 milioni di euro potrebbe essere coperta in appena 55 ore, ovvero poco più di due giorni. Nel corso del 2025, Google ha ricevuto cinque sanzioni che, sommate, ammontano a quasi 4,24 miliardi di dollari; Proton stima che tale somma potrebbe essere saldata in circa tre settimane.
Il confronto con l’anno precedente, il 2024, è significativo: in quell’anno, le multe totali hanno superato gli 8 miliardi di dollari, richiedendo meno di tre settimane per essere coperte con il free cash flow del settore. Questi dati alimentano un acceso dibattito sull’efficacia delle sanzioni come deterrente per le grandi aziende.
Jurgita Miseviciute, responsabile della politica pubblica di Proton, ha espresso preoccupazione riguardo all’entità delle multe, che rischiano di essere percepite come un semplice costo operativo per le grandi aziende, piuttosto che come un reale deterrente a comportamenti scorretti. Secondo Miseviciute, fino a quando le sanzioni non avranno un impatto significativo sui bilanci delle grandi aziende tecnologiche, la protezione dei dati rimarrà in gran parte a carico dei singoli consumatori.
Questa vicenda mette in luce la crescente sensibilità riguardo ai dati di localizzazione, che possono rivelare informazioni delicate come indirizzi di residenza, abitudini quotidiane e persino visite mediche. La questione della protezione dei dati diventa quindi cruciale, non solo per le aziende, ma anche per gli utenti, che devono essere sempre più consapevoli delle informazioni che condividono.

