Economia

Nuova tassa sui pacchi extra Ue: handling fee di 2 euro e dazio di 3 euro

A partire dal 1° novembre, una nuova handling fee di 2 euro si sommerà al dazio di 3 euro per i beni acquistati online e importati da Paesi extra Ue.
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Immagine rappresentativa della nuova tassa sui pacchi extra Ue

In Breve

Qual è l'importo della nuova handling fee?
L'importo della nuova handling fee è di 2 euro per articolo.
Quando entrerà in vigore la nuova tassa?
La nuova tassa entrerà in vigore il 1° novembre.
Chi sarà responsabile per il pagamento della tassa?
La responsabilità per il pagamento della tassa passerà agli operatori che vendono o facilitano la vendita a distanza.

La Commissione europea ha ufficializzato l’introduzione di una nuova tassa sui beni acquistati online e importati da Paesi extra Ue. A partire dal 1° novembre, una handling fee di 2 euro per articolo si sommerà al dazio forfettario di 3 euro già in vigore dal 1° luglio. Questa misura, contenuta in un atto delegato pubblicato il 21 settembre, è stata fissata al minimo della forbice prevista tra 2 e 4 euro.

Nei primi due mesi dall’introduzione del dazio, le entrate per le casse italiane hanno superato i 83 milioni di euro, ma sono state accompagnate da un significativo calo delle importazioni, che ha registrato un -39% rispetto al bimestre precedente. L’atto delegato dovrà ora superare l’esame del Parlamento europeo e del Consiglio, che hanno 30 giorni per presentare eventuali obiezioni. In assenza di rilievi, il regolamento sarà pubblicato nella Gazzetta ufficiale dell’Ue e entrerà in vigore il giorno stesso, mentre la tassa si applicherà dieci giorni dopo, fissando così il termine al 1° novembre, in linea con il nuovo Codice doganale dell’Unione (regolamento 2026/2108).

È importante notare che il dazio e la handling fee sono misure distinte: il dazio rappresenta un prelievo sulle merci, mentre la handling fee è destinata a coprire i costi sostenuti dalle dogane per la gestione delle spedizioni, inclusi la raccolta e verifica dei dati, analisi dei rischi e controlli sulle merci. L’importo di 2 euro è stato calcolato come corrispondente ai costi approssimativi della vigilanza doganale necessaria per immettere in libera pratica i beni venduti a distanza.

Nel 2025, si stima che circa 6 miliardi di articoli contenuti nei piccoli invii dell’e-commerce siano stati trattati nell’Ue, per la maggior parte provenienti dalla Cina. Le ispezioni condotte nello stesso anno nei 27 Stati membri hanno evidenziato che oltre il 60% dei prodotti controllati non rispettava gli standard europei.

La nuova tassa non sarà riscossa direttamente dal consumatore al momento della consegna. Con il nuovo Codice, la responsabilità doganale per le vendite online passerà agli operatori che vendono o facilitano la vendita a distanza. Questo include grandi piattaforme come Shein, Temu e AliExpress, oltre a venditori extra Ue presenti su altri marketplace, come Amazon. Gli operatori avranno comunque la possibilità di trasferire il costo sui prezzi finali.

Va sottolineato che l’importo di 2 euro non è definitivo: il Codice prevede che la Commissione rediga ogni due anni un rapporto sui costi sostenuti dalle amministrazioni doganali, sulla base del quale la cifra potrà essere rivista. Inoltre, dal 1° luglio 2028, entrerà in vigore una seconda handling fee per le merci che passano da depositi doganali prima della vendita, il cui importo è ancora da definire. Questa data coincide con la scadenza del dazio forfettario da 3 euro, introdotto come misura temporanea.

Infine, sul fronte nazionale, resta in sospeso il contributo di 2 euro per spedizione previsto dalla legge di Bilancio 2026. L’entrata in vigore è stata posticipata più volte (da 1° luglio a 1° ottobre e ora al 1° dicembre) e il governo dovrà trovare un meccanismo per evitare sovrapposizioni con la tassa Ue, senza compromettere il gettito. I rinvii hanno già comportato minori coperture per oltre 102 milioni, e dal 2027 i conti pubblici registreranno un mancato introito di 245 milioni all’anno.

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